Analisi Acque a Napoli

Analisi su acque potabili e non potabili

Al.eco S.r.l. si occupa di analisi di acque. I suoi servizi comprendono sia l’analisi di acque potabili, sia quelle di acque non potabili. In tutti i casi, esistono precise normative nazionali e/o internazionali da rispettare per l'utilizzo specifico. Le acque analizzate sono:


• Acque potabili
• Acque di piscina
• Acque reflue e industriali
• Acque e soluzioni di dialisi
• Acque termali e minerali


Acque potabili


Le analisi microbiologiche e chimiche dell’acqua potabile servono a verificare in primis il rispetto dei requisiti di potabilità stabiliti dal D. lgs. 31/2001.

Tali requisiti vengono garantiti dal gestore dell'acquedotto per l'acqua di rete idrica, ma solo fino al punto di consegna esterno alle abitazioni.

Per le acque di pozzo , l'analisi è necessaria soprattutto considerando possibili inquinamenti ambientali, quali, ad esempio, l'uso eccessivo di fertilizzanti azotati che in talune zone hanno provocato un notevole aumento di nitrati.

Negli ultimi anni si è ampliato il mercato dei sistemi di depurazione delle acque potabili, essenzialmente costituiti da addolcitori e impianti di osmosi inversa.

L'addolcitore abbatte il calcio e il magnesio diminuendo, quindi, la durezza dell'acqua, tipica di alcune zone e che provoca formazione di calcare.

Gli impianti di osmosi inversa sono meno specifici perché catturano un pò tutti gli ioni presenti nell'acqua abbassando drasticamente il contenuto dei sali disciolti e provocando un leggero abbassamento di pH.

L'analisi chimica di base prevede la determinazione di:

- anioni ( fluoruri, cloruri, nitriti, nitrati, fosfati, solfati)

- cationi (ammonio, potassio, sodio, magnesio, calcio)

- pH e conducibilità

- durezza

- ferro

- manganese

Eventualmente il pacchetto si può integrare con la ricerca di parametri più specifici che possono essere indicatori di possibile inquinamento, quali metalli pesanti (piombo, mercurio, cromo esavalente, rame) oppure un semimetallo come l'arsenico che può avere sia origine naturale che antropica.

Altre parametri indicatori di inquinamento sono solventi organici aromatici (inquinamento industriale), idrocarburi policiclici aromatici (inquinamento da combustione) e solventi organo-alogenati (sottoprodotti dei processi di clorazione).

Dal punto di vista microbiologico le analisi di batteri coliformi, enterococchi, escherichia coli e pseudomonas aeruginosa hanno lo scopo di verificare l'assenza di patogeni che di solito è garantita da una corretta clorazione dell'acquedotto, e che rappresenta un fattore di rischio soprattutto per le acque di pozzo.


Acque di piscina


Perché è necessaria l'analisi chimica e microbiologica delle acque di piscina?

Perché, potenzialmente, tali acque sono fonte di microrganismi patogeni quali:

- stafilococchi, batteri che vivono sulla pelle, nella gola e nell'intestino, ma che possono provocare infezioni in condizioni particolari, a causa del rilascio di specifiche tossine.

- pseudomonas aeruginosa, batterio tipico delle acque, un patogeno opportunista che colpisce soprattutto persone con difese immunitarie o barriere fisiche (pelle o mucose) compromesse, procurando infezioni di vario tipo.

- enterococchi, batteri di origine fecale, indicatori di cattiva igiene

- escherichia coli, batterio di origine fecale, indicatore di cattiva igiene

Come si uccidono tali batteri? Con la clorazione dell'acqua, la quale deve essere eseguita con cura da personale esperto per evitare che persista in vasca una concentrazione di cloro troppo alta che irriti la pelle dei natanti.

Quindi, è fondamentale mantenere un livello di cloro che sia sufficientemente alto da impedire la proliferazione batterica ma non eccessivo.

Le analisi chimiche e microbiologiche vengono eseguite sia sull'acqua in uscita dai filtri che direttamente sull'acqua in vasca e devono rispettare i limiti previsti dalla tabella A Allegato 1 degli atti della Conferenza Stato Regioni del 16 gennaio 2003.


Acque reflue e industriali


Le acque derivanti da processi industriali o comunque che hanno subito un trattamento tale da modificarne le caratteristiche, prima di essere immesse in acque superficiali o in pubblica fognatura, devono garantire il rispetto di precisi requisiti.

Per determinate attività, previste dalla Tabella A del REGOLAMENTO 24/09/2013, n. 6, della Giunta Regionale della Campania, i reflui possono essere assimilati a quelli domestici, a patto che rispettino i limiti della tabella B dello stesso regolamento.

Per tutte le altre attività, è necessario rispettare i requisiti previsti dai valori limite di emissione in acque superficiali e in fognatura, dettati dal D.lgs 152/06 (parte terza, allegato 5, tabella 3): il numero e il tipo di parametri da analizzare dipende dal consumo annuo di acqua.

Cosa succede se tali limiti non vengono rispettati? Non si può scaricare in acque superficiali o in fogna, quindi si deve procedere ad installare un impianto di depurazione, oppure si smaltisce l'acqua come un rifiuto speciale.



Acque e soluzioni di dialisi


Al.eco S.r.l esegue analisi microbiologiche e chimiche su acque e soluzioni di dialisi con lo scopo di verificare il rispetto dei requisiti previsti dalle linee guida della Società Italiana di Nefrologia.

Le analisi microbiologiche prevedono la ricerca e la quantificazione di:

- batteri a 22°C

- muffe e lieviti

- endotossine batteriche

Le analisi vengono eseguite su campioni di acqua prelevati in uscita osmosi e dai punti di distribuzione dell'anello e su campioni di dialisato e infusato prelevati dalle macchine di dialisi.

Le analisi chimiche servono a verificare il corretto funzionamento dell'impianto di osmosi inversa con controlli di parametri fondamentali tra cui cloro attivo, cloramine, pH, calcio e conducibilità.



Acque termali e minerali


Al.eco S.r.l. esegue anche analisi per valutare se determinate sorgenti acquose abbiano le caratteristiche per essere utilizzate come fonte di acque termali. Le acque termali sono acque minerali caratterizzate da una particolare composizione salina; la loro classificazione, da un punto di vista normativo, non è affatto semplice anche se presentano molti elementi comuni alle tradizionali acque minerali. All’art. 5 del Decreto n. 542/1992, modificato il 29/12/2003, si trova un elenco di 23 parametri che devono essere determinati e per i quali non è stato fissato alcun limite in quanto considerati caratterizzanti l'acqua. Superato questo primo step e valutati i risultati, si procede ad approfondimenti con la ricerca di vari tipi di possibili contaminanti previsti dalle normative vigenti.